Nella sua ultima seduta, svoltasi a Manno, il Consiglio direttivo dell'Associazione svizzera per la pianificazione del territorio ha deciso di assegnare il Premio ASPAN 2001 - dotato di 5’000 franchi - al Comune di Comano per il Piano regolatore particolareggiato del comprensorio Priminzino. Pure attribuiti due premi ex-aequo di 1’000 franchi ciascuno ai Comuni di Bissone, per lo studio della strada di aggiramento del nucleo storico, e al Comune di Magliaso, per il Piano regolatore particolareggiato del nucleo storico. Una segnalazione è pure andata al Piano del paesaggio della Riviera, elaborato dalla Commissione cantonale delle bellezze naturali. Si ricorda che il Premio ASPAN, giunto alla nona edizione, è destinato «ad attirare l'attenzione del pubblico su esempi lodevoli di interventi nel campo della pianificazione del territorio, allo scopo di stimolare le autorità con responsabilità in questo settore ad incrementare i loro sforzi in favore dell'uso razionale del suolo e di conferire un riconoscimento morale a quelle autorità che già hanno efficacemente operato secondo questi principi». Il Gruppo di lavoro istituito per valutare le candidature al premio ASPAN 2001 era composto da Giancarlo Ré, Benedetto Antonini, Siegfried Alberton, Brunello Arnaboldi, Mario Ruffoni e Patrizia Cattaneo Beretta. Buono, in generale, il livello dei progetti presentati.
Strada cantonale di aggiramento del nucleo storico di Bissone
Il Comune di Bissone è stato premiato per lo studio della strada cantonale di
aggiramento del nucleo storico. Attualmente, il nucleo di Bissone è stretto tra la
strada cantonale, la linea ferroviaria e l'autostrada. Queste infrastrutture
sopportano un traffico notevole: circa 50 mila veicoli al giorno sull' autostrada,
14 mila sulla strada cantonale e 220 treni sulla linea delle FFS.
Lo studio presentato dal Comune di Bissone prevede lo spostamento della strada
cantonale dietro il nucleo, in modo tale da restituire alla Piazza Borromini il suo
ruolo storico di spazio antistante i portici che collegano il villaggio alla riva
del lago.
Il progetto, sentito il parere della Commissione federale dei monumenti storici,
prevede di spostare la strada dietro alla chiesa di San Carpoforo, realizzando una
galleria sotto la linea delle ferrovie federali. In questo modo, il fronte lago
verrebbe liberato dal traffico di transito e la Piazza Borromini verrebbe
trasformata in una zona di svago. Si prevede di mantenere la rotonda a nord del
villaggio e di crearne una nuova a sud. Il Consiglio comunale di Bissone ha
segnalato la sua volontà di eseguire questo progetto votando, lo scorso 18 giugno
2001, un credito di 1'240’000 franchi per l'acquisto di tre particelle
indispensabili alla realizzazione dell'opera. Due particelle corrispondono all'ex
albergo del Pesce, situato a sud del villaggio in corrispondenza della futura
rotonda.
La strada di aggiramento del nucleo è da considerare come un elemento del progetto
di restauro del nucleo storico, bene culturale d'interesse cantonale e nazionale. Lo
studio ha luogo parallelamente al progetto di risanamento fonico del tratto
autostradale tra Melide e Bissone. Esso non ha incluso il problema della strada
cantonale perché si è ritenuto che un'eventuale soluzione dovesse essere pianificata
localmente e integrata nel piano regolatore comunale.
In considerazione dell'importanza dell'investimento necessario per realizzare
l'opera citata, il Consiglio direttivo dell' ASPAN invita le autorità comunali a
studiare - accanto al progetto della strada di aggiramento - anche un Piano
particolareggiato del nucleo storico che tenga conto della situazione futura a
salvaguardia dei valori storici e archi- tettonici del nucleo stesso.
Il progetto di strada di aggiramento del Comune è opera di un gruppo di lavoro
formato dall'ing. Roger Bacciarini, dall'ing. Fabio Janner, dall'arch. Aurelio
Galfetti quale consulente architettonico e dall'ing. Pierino Borella quale
consulente per la pianificazione. Il Consiglio direttivo dell'ASPAN auspica che
«il progetto del Comune di Bissone si traduca presto in realtà allo scopo di
salvaguardare il nucleo storico di importanza cantonale e nazionale».
Estratto dell’articolo pubblicato sulla Rivista di Lugano del 12 ottobre 2001 a
cura di Elena e Raimondo Locatelli.
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